Walking on the Moon

Walking_on_the_moon

Uno spettacolo della Compagnia del Teatro dell’Orologio 

regia di Leonardo Ferrari Carissimi
con Graziano Piazza, Matteo Cirillo e Anna Favella
e con Susanna Laurenti, Andrea Mastrotto, Benedetta Russo, Enrico Torzillo, Riccardo Viola, Pietro Virdis

scene e costumi Alessandra Muschella
disegno luci Martin Emanuel Palma
esperienza multimediale Oniride s.r.l.
organizzazione Gianni Parrella
comunicazione e promozione E45

testo di Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan

in co-produzione con CapoTrave / Kilowatt
nell’ambito del progetto europeo Be SpectACTive! – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro (IT), Bakelit Multi Art Center Budapest (HU), B-51 Ljubljana (SI), Domino Zagreb (HR), LIFT London (UK), Tanec Praha (CZ), Teatrul National Radu Stanca Sibiu (RO), York Theatre Royal (UK)

Uno spettacolo patrocinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica

In occasione del Cinquantesimo Anniversario dell’allunaggio (20 luglio 1969 – 20 luglio  2019) la Compagnia del Teatro dell’Orologio propone per il Teatro Romano di Ostia Antica Waliking on the Moon, spettacolo dedicato alla figura dell’astronauta Michael Collins, interpretato da Graziano Piazza.
Walking on the moon è una favola a tre personaggi: Elia, un giovane startupper digitale timido ed impreparato al mondo, Alice, una studentessa fuori dal mondo appassionata di poemi cavallereschi, e Michael Collins, astronauta della mitica missione Apollo 11, ormai invecchiato, personaggio bizzarro e polemico, figura di rottura tra il mondo del presente e il mondo del passato. Mondo digitale, mondo letterario e mondo dei ricordi s’intrecciano in una sinfonia a 9 attori dal sapore magico dove si ride, si piange e si sogna.
Uno spettacolo dove la tecnologia incontra una narrazione poetica: uno spaccato surreale ma concreto sulla comunicazione odierna, su come la realizzazione dei propri desideri personali, la soddisfazione del proprio io, possa fagocitare l’individuo e la sua umanità.

When it is dark enough, men see the stars
Ralph Waldo Emerson

Walking on the moon parla di sogni.
I sogni, personali o collettivi, della storia dell’uomo sono soggetti ad un insieme innumerevole di fattori (storici, culturali, economici) che li rende tanto differenti tra loro che il sogno di un uomo del 1016 potrebbe facilmente corrispondere ad un incubo di un uomo del 2016. Al di là di di ciò però esistono dei topoi nell’universo onirico umano, delle costanti che uniscono non solo comunità, culture e religioni differenti (spazio) ma anche epoche storiche molto distanti tra loro (tempo). Una di queste costanti è la Luna. Per lungo tempo soggetto popolare di aspirazioni personali e viaggi immaginari della letteratura mondiale fino a diventare un chiodo fisso della rivoluzione scientifica occidentale, la luna è stata esplorata dall’uomo il 20 luglio del 1969, data che segna l’apice di una gara spaziale decennale ispirata dalla guerra fredda tra l’URSS e gli Stati Uniti. Da questo punto di vista l’allunaggio dell’Apollo 11 segna la realizzazione di un sogno collettivo e, di conseguenza, la fine, perché una delle componenti di più forte fascinazione del sogno è la sua irrealizzabilità.

Walking on the moon parla di solitudine.
Lo spettacolo racconta la solitudine cosmica provata da Michael Collins durante l’allunaggio del 1969. Mentre Armstrong ed Aldrin passavano alla storia per essere stati i primi due uomini a calpestare la superficie lunare, Collins, in attesa del loro rientro, orbitò per 3 ore intorno alla luna e per mezz’ora perse ogni contatto radio con la terra. Fu l’uomo più solo dell’universo. Alla solitudine si aggiungeva il dramma esistenziale di essere arrivato vicino alla realizzazione del proprio sogno ma, per il compito a cui era chiamato, impossibilitato a realizzarlo.

Walking on the moon parla di tecnologia.
Gli spettatori avranno la possibilità di vivere individualmente l’esperienza del walking-out in prima persona. Attraverso un applicativo appositamente sviluppato , chiunque sia dotato di uno smartphone e dei cardboard box(da noi forniti) potrà vivere un’esperienza immersiva a 360° avendo la sensazione di camminare sulla luna. Nel corso del tour europeo di residenze creative dello spettacolo ho sempre chiesto agli spettatori: la tecnologia è davvero una possibilità concreta di realizzazione dei nostri sogni? Walking on the moon pone costantemente questa domanda e lascia la risposta a tutti i suoi spettatori.

Leonardo Ferrari Carissimi