Anche i Cori Russi mi Consolano

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scritto e diretto da Mariagiulia Colace
con  Mariagiulia Colace, Mariasilvia Greco, Alessandro Cosentini

Quanto pesa il fallimento dei padri sui figli? Due sorelle si preparano al lutto. La sensazione di vuoto che le accompagna si traduce in una scena nuda, dove gli unici oggetti (scrivania e sedia da cui il padre non si stacca mai) scivolano nello spazio muovendosi su ruote. In che consiste la sua eredità? Cosa resta dopo la morte di un padre militante? Pur rappresentando due generazioni, l’una figlia dell’altra, gli attori non sono anagraficamente “corretti”, bensì coetanei poiché “il dispiacersi di non bastare” e la responsabilità del passaggio di testimone non hanno età. Il tempo presente condiviso diventa tragicomico: le figlie cercano disperatamente di recuperare il passato, e il padre di concretizzare un futuro. Alle eredi non resta che assecondare, come farebbero due valide Sancho Panza, il loro Don Quijote. Si alternano due dimensioni. La prima intima e familiare, dà voce alla paura infantile che si scatena davanti la perdita di un genitore. La seconda, pubblica e sociale, da voce al padre. Un uomo che vuole servire a qualcosa, e che sogna, proprio come avviene in un coro, di non essere solo. Il disimpegno politico è un dato di fatto. Lo esprime la percentuale di italiani che ad ogni votazione si presenta alle urne. Parlare di politica ormai (per quanto riguarda la mia generazione) spesso coincide con una serie di ragionamenti che si possono sintetizzare in due frasi tormentoni: 1. Sono tutti uguali (parlando di partiti e politici), 2. No, no… per carità la politica non mi interessa. Rimane però una certa nostalgia nel vedere vecchi documentari. Oppure nel guardare su Youtube i vecchi discorsi di Capodanno di Sandro Pertini. Quel “piccolo mondo antico” sembra così lontano. Qualcuno però ci crede ancora, ci credevano a trent’anni e ci credono ancora adesso a quella cosa chiamata “politica”, ma stanno assistendo a qualcosa che non avevano previsto: il disinteresse. Sono i nostri padri sono i testimoni con cui fare i conti. Può sembrare anacronistico un uomo appassionato di politica, di buona politica? Quanto può essere ingenuo, oggi, credere e divulgare il concetto di “partecipazione” cantato pure da Gaber? Credere e spendersi per quel vecchio modello o seguire il nuovo flusso? Da disimpegnata quale sono vivo.