Maturina Fantesca

Maturina_fantesca

di e con Patrizia La Fonte

intrusioni Filippo Lucidi
aiuto regia Simona Oppedisano
lighting design Ivano Salamida
sartoria Maedis
progetto grafico Paolo Basile
foto di scena Francesco Marioni
organizzazione Angelica Ferraù

produzione Progetto Goldstein

In occasione del V centenario della morte di Leonardo da Vinci | 1519 – 2019

Uno spettacolo in dialogo diretto con il pubblico, in un italiano cinquecentesco di respiro fiorentino comprensibile e divertente.

Amboise, novembre 1519.
In un disimpegno accanto alla cucina nel maniero di Clos Lucé gli scritti e alcuni ritratti su tavola attendono di essere consegnati agli eredi di Leonardo da Vinci, morto il 2 maggio, mentre era ospite del re Francesco I.
Maturina, realmente esistita e citata nel testamento di Leonardo, si immagina che sia vissuta accanto a lui negli ultimi anni; si è fatta una sua idea delle cose e delle persone, e non mancherà di dirne ai visitatori. E si rivolge al pubblico: sono loro gli inviati a prendere gli scritti e i quadri per Francesco Melzi e Giacomo Caprotti? Sono essi banchieri, o pellegrini? Vorranno prenderla a servizio o comprare da lei la “Gioconda Nuda”?
Dicerie e cronache domestiche la portano anche a riflessioni sulle arti e le scienze, sui prodigi della mente e sull’abilità delle mani. Maturina, a suo modo maestra dell’arte sua, si lusinga d’aver spesso conversato con Leonardo e d’aver anche dato consigli al genio che “per l’intelligenza de l’arte cominciò molte cose e nessuna mai ne finì”, come dice Vasari. Ad uno sguardo odierno, i pensieri si allontanano dal Rinascimento per suggerire le inquietudini dei nostri tempi, in una lingua antica che prova a vestire i disagi contemporanei.